Abbiamo potuto leggere in diversi libri di fantascienza di chip in grado di immagazzinare ricordi, informazioni, emozioni.
Tra qualche anno, però, questo chip potrebbe anche non essere più solamente un elemento da film: uno scienziato americano, Ted Berger, ha infatti realizzato un chip, costituito da una piastrina di silicio di tre mm e 25 elettrodi in entrata e 25 in uscita, in grado di dialogare con le cellule cerebrali.
Insomma, la prospettiva di un cervello bionico in grado di memorizzare ricordi non è molto lontana.
Al momento la piastrina è collegata ad una parte di tessuto cerebrale di un topo, asportata dall’animale. Lo scienziato ha potuto osservare che questa è perfettamente in grado di comunicare con le cellule cerebrali tramite impulsi elettrici, gli stessi impulsi che i neuroni utilizzano per scambiarsi le informazioni.
Lo scopo di Berger, è quello di realizzare un microchip che possa rimpiazzare parte dell’ippocampo, la sede della memoria ricogitiva, e quindi registrare ricordi ed informazioni e recuperarli. L’ippocampo è la prima regione ad essere colpita dal morbo di Alzheimer, e le sue cellule molto spesso vengono danneggiate a causa del mancato rifornimento di ossigeno, a seguito, per esempio, di un ictus. Questo chip sarebbe quindi in grado di porre rimedio ai deficit creati a seguito di questi tipi di danni, e quindi di supplire a vuoti di memoria, incapacità di orientamento, difficoltà nel coordinamento motorio.
Leggendo questa notizia, mi sono un po’ preoccupata. Pensare che un giorno il mio cervello possa essere in parte rimpiazzato da una piastrina di silicio, mi ha sconvolta. Posso capire i trapianti di organi, tutte le operazioni chirurgiche concepite dalla mente umana… ma pensare che anche il cervello possa essere sostituito? La sede dei nostri ricordi, dove sono immagazzinate le nostre esperienze; il luogo dove hanno origine i nostri pensieri, da dove partono tutti i nostri impulsi… ciò che determina i nostri comportamenti, il nostro modo di essere, di comunicare.. tutto questo può veramente essere rimpiazzato da un freddo chip realizzato proprio dal cervello umano?







